Il basket alle Olimpiadi

Il basket alle Olimpiadi. La pallacanestro olimpica raccontata da noi. La storia dell’Italbasket e le sue medaglie ai Giochi a Mosca e ad Atene.

Il basket alle Olimpiadi

L’ITALIA DEL BASKET ALLE OLIMPIADI

Il basket, sport inventato dal dottor James Naismith alla fine dell’ ‘800, fu introdotto nel programma Olimpico a partire da Berlino 1936 per gli uomini, mentre per le donne dai Giochi di Monaco 1972.

L’Italbasket maschile ha partecipato al torneo olimpico di pallacanestro a più riprese e con buoni risultati (andando anche a medaglia), pur non riuscendo, in alcune occasioni, come per le ultime tre edizioni, a qualificarsi; la pallacanestro azzurra femminile, invece, è riuscita a qualificarsi soltanto in tre occasioni: a Montreal 1976, a Barcellona 1992 e alle Olimpiadi di Atlanta 1996.

L’Italia del basket debutta ai Giochi di Berlino 1936, chiudendo settima; successivamente, alle Olimpiadi di Londra 1948, si piazzerà soltanto diciassettesima. Alle successive edizioni – Helsinki 1952 e Melbourne 1956 – la pallacanestro azzurra fallirà nella qualificazione.

Tuttavia, in occasione delle Olimpiadi di Roma 1960, l’Italia del basket tornerà ad occupare il palcoscenico che merita, riuscendo addirittura a sfiorare il podio, aggiudicandosi un importantissimo quarto posto, complice anche l’opera di coach Nello Paratore, arrivato dall’Egitto per occuparsi prima dell’Italbasket femminile, poi di quella maschile. Quattro anni dopo, a Tokyo 1964, l’Italia ottiene un ottimo quinto posto: il quarto posto nei gironi impedisce di andare oltre, ma grazie ad un’ottima prestazione nella finale 5°-6° posto contro la Polonia (complice Gabriele Vianello – in quel periodo, dominatore del campionato con l’Olimpia Milano –, autore di 15 punti), l’Italia esce comunque a testa alta. All’edizione successiva, Città del Messico 1968, l’ultima sulla panchina azzurra per coach Paratore,  l’Italia ottiene un buon ottavo posto. Coach Giancarlo Primo subentra alla guida dell’Italbasket;

Dino Meneghin e Sandro Gamba insieme sul palco dell'Italian Basket Hall of Fame

Dino Meneghin e Sandro Gamba insieme, in occasione dell’Italian Basket Hall of Fame (fonte: fip.it)

alle Olimpiadi di Monaco 1972 – che segnano il debutto olimpico di Dino Meneghin –, l’Italia ottiene un quarto posto, con l’amaro in bocca: soltanto un canestro nel finale di Cuba, infatti, nega la medaglia agli azzurri, che però, si capisce, sono destinati a grandi cose. Quattro anni dopo, a Montreal 1976, l’Italia della pallacanestro maschile si accontenta del quinto posto: è però soltanto il preludio a ciò che avverrà all’edizione successiva. Ai Giochi di Montreal 1976, inoltre, debutta la nazionale femminile, che purtroppo non riuscirà ad andare oltre la sesta posizione, non riuscendo ad ottenere nemmeno una vittoria.

Alle Olimpiadi di Mosca 1980 sulla panchina italiana siede il coach Sandro Gamba, uno dei più grandi allenatori di pallacanestro nella storia. La nazionale, guidata da un Meneghin con più esperienza e da un Renato Villalta reduce da uno scudetto con la Virtus Bologna, arriva fino alla finale olimpica, dove però è costretta ad arrendersi: vince la Jugoslavia 86-77, nonostante 29 punti di Villalta e un’ottima prestazione della squadra durante tutto il torneo.

Dopo l’oro all’Europeo di Francia 1983, l’Italbasket riprova l’impresa, l’anno successivo, ai Giochi di Los Angeles 1984: tuttavia, dopo una sconfitta ai quarti contro il Canada – che rimonta, dal 43-37 del primo tempo, fino al finale 78-72 – gli azzurri non riescono ad andare oltre il quinto posto. Nelle successive tre edizioni (Seoul 1988, Barcellona 1992 – l’anno del Dream Team statunitense – e Atlanta 1996) la nazionale maschile di pallacanestro, complici anche gli addii di Meneghin e Villalta, non riesce a qualificarsi.

Tuttavia, ai Giochi di Barcellona 1992, tornano a competere le nostre azzurre, che guadagnano un grande ottavo posto: soltanto due (sfortunate) sconfitte ai supplementari (contro Spagna – al doppio supplementare – e Brasile), infatti, allontanano la nostra nazionale dal quinto posto. All’edizione successiva, ai Giochi di Atlanta 1996, le azzurre provano a ripetersi,  anche questa volta non andranno oltre l’ottavo posto.

L’Italbasket maschile torna, finalmente, alle Olimpiadi di Sydney 2000, dove ottiene un buon quinto posto: dopo la sconfitta contro la rappresentante di casa nei quarti, infatti, arriva la “rivincita” contro la Jugoslavia, che viene sconfitta 69-59, grazie anche alla prestazione offensiva di Gregor Fučka.

Ad Atene 2004 la nazionale di coach Carlo Recalcati si trova immediatamente ad affrontare una sfida difficile: tra le sei squadre presenti nel gruppo della squadra a gironi vi sono, infatti, oltre a Cina e Nuova Zelanda, Serbia e Montenegro, Spagna e Argentina. Nonostante ciò, l’Italbasket accede ai quarti (dove sconfigge Porto Rico, che nella fase a gironi si era imposta su Team USA) e quindi alle semifinali: il 100-91 finale contro la Lituania (grazie anche a una gran prova offensiva di Gianluca Basile: 31 punti) assicura, dunque, agli azzurri la finale, da disputarsi contro l’Argentina di Manu Ginobili e Louis Scola, vincitori contro gli Stati Uniti in semifinale. L’Italbasket, tuttavia, dopo il 41-43 del primo tempo, nel secondo si lascia sopraffare da Scola (doppia-doppia da 25 punti e 11 assist per lui) e compagni: una medaglia d’argento che, per quanto ancora oggi dall’amaro sapore, è storia.

Dopo l’argento di Atene 2004, l’Italia della pallacanestro non è più riuscita a qualificarsi al torneo olimpiaco di basket (nonostante le forti emozioni del preolimpico di Torino, necessarie per accedere ai Giochi di Rio 2016).

I PROTAGONISTI AZZURRI: GLI ARGENTI AZZURRI A MOSCA 1980 ED ATENE 2004

I risultati dell’Italbasket sono sicuramente lodevoli, merito dello spirito di squadra (che ha un ruolo più che fondamentale nel gioco inventato dal dottor Naismith), ma anche, ancorché forse non particolarmente conosciuti al grande pubblico, di alcuni grandi interpreti della disciplina.

Uno dei più grandi cestisti azzurri è sicuramente Dino Meneghin. Autentico mattatore in Italia (dodici campionati di Serie A, sette con la pallacanestro Varese e cinque con la maglia dell’Olimpia Milano; sei Coppe Italia, quattro a Varese e due a Milano) e in Europa (sette Coppe dei Campioni, cinque con Varese e due con l’Olimpia; due Coppe delle Coppe, entrambe con Varese; una Coppa Korak con Milano; tre Intercontinentali, due con Varese e una con Milano), ha praticamente dominato la pallacanestro del vecchio continente per un ventennio – tanto che nel 1991 la rivista “Giganti del Basket” lo elesse miglior giocatore europeo della storia. Le sue prestazioni gli hanno garantito l’entrata nella Hall of Fame italiana, in quella Fiba e nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, ovvero quella della NBA (il primo giocatore italiano – fu anche il primo azzurro a esser scelto nella lega di basketball più famosa al mondo, anche se non vi giocò mai), uno dei più grandi riconoscimenti che un cestista possa ricevere.

Nella Naismith Hall of Fame è stato inserito anche coach Sandro Gamba, che guidò la nazionale italiana di basket all’argento alle Olimpiadi di Mosca 1980 (e a un oro, un argento e un bronzo ai campionati europei). Altri grandissimi esponenti azzurri della pallacanestro sono Renato Villalta (argento a Mosca 1980), Pierluigi Marzorati (anch’egli argento a Mosca 1980 e hall of famer FIBA), Gianluca Basile (argento ad Atene 2004 ed artista del “tiro ignorante” – un tiro, generalmente da tre, particolarmente difficile, forzato o, semplicemente, “senza coscienza”) e Gianmarco Pozzecco (argento alle Olimpiadi di Atene 2004).

IL MEDAGLIERE DEL BASKET ITALIANO ALLE OLIMPIADI

Le partecipazioni italiane al torneo olimpico di pallacanestro sono spesso state contraddistinte dalle ottime prestazioni degli azzurri, sia per quanto riguarda l’Italbasket maschile, sia per quella femminile (ancorché le partecipazioni di quest’ultima siano inferiori).

L’Italia, tuttavia, nel proprio palmares, vede la presenza di due medaglie, conquistate dalla squadra maschile, entrambe d’argento: una vinta in occasione delle Olimpiadi di Mosca 1980 e l’altra ad Atene 2004.