La mountain bike alle Olimpiadi

La mountain bike, o MTB, è presente alle Olimpiadi solo da Atlanta 1996 e solo col cross country, ma ha regalato ugualmente grandi soddisfazioni all’Italia: gli azzurri hanno infatti ottenuto la bellezza di tre medaglie, con Paola Pezzo grandissima protagonista nel 1996 e nel 2000. Tutto su questa disciplina olimpica.

La mountain bike alle Olimpiadi

L’ITALIA DELLA MOUNTAIN BIKE ALLE OLIMPIADI

La mountain bike è una disciplina decisamente nuova a livello olimpico, essendo presente ai Giochi solo da Atlanta 1996, ma ha comunque generato grandi campioni, su tutti quel Julien Absalon che ha vinto l’oro ad Atene 2004 e Pechino 2008, prima di abdicare nelle edizioni seguenti, che hanno visto emergere il talento dello svizzero Schurter: per lui il bronzo di Pechino, l’argento di Londra e l’oro in solitaria a Rio 2016. Il tutto, ovviamente, nel cross country, l’unica disciplina presente alle Olimpiadi (saltano così il downhill ed anche le gare a squadre, nelle quali l’Italia ha una grande tradizione), che ha regalato all’Italia alcuni grandi risultati: nel complesso, gli azzurri vantano tre medaglie (due ori e un bronzo), ed hanno mostrato al mondo atleti di livello come Paola Pezzo e Marco Aurelio Fontana.

I PROTAGONISTI AZZURRI DELLA MOUNTAIN BIKE OLIMPICA

Paola Pezzo: per lei il doppio oro nel cross country alle Olimpiadi 1996 e 2000

Paola Pezzo sul traguardo dei Giochi di Atlanta 1996

Sono proprio Paola Pezzo e Marco Aurelio Fontana i grandi protagonisti azzurri della mountain bike alle Olimpiadi: in particolare, Paola Pezzo risulta essere, con Absalon, una delle leggende assolute della MTB olimpica. L’atleta azzurra, capace di vincere il primo titolo mondiale a 24 anni (nel 1993), ha infatti centrato una storica doppietta nel cross country, vincendo l’oro sia ad Atlanta ‘96, che ai Giochi di Sydney 2000: per lei anche il tentato tris ad Atene, in un’Olimpiade che l’ha purtroppo portata al ritiro quando ormai la sua carriera era vicina al termine.

La Pezzo è comunque una delle figure di maggior spicco nella mountain bike, e anche Marco Aurelio Fontana avrebbe potuto centrare questo risultato, se solo non fosse stato bersagliato dalla sfortuna: l’azzurro, bronzo a Londra 2012, ha infatti sofferto nella gara britannica per la perdita del sellino e buttato via quello che poteva essere un oro, mentre a Rio è stato ancor più sfortunato, con una foratura in partenza che l’ha portato lontano dalle posizioni di vertice (ha chiuso 20°, alle spalle di Tiberi). Rio 2016 ha così visto brillare Luca Braidot, 7° al traguardo davanti ad Absalon dopo un periodo sul podio virtuale, mentre ha deluso Eva Lechner: l’atleta altoatesina, argento ai Mondiali 2014, non è mai stata in gara. E chissà quali saranno i protagonisti a Tokyo 2020, in una disciplina che vede una grande tradizione azzurra…

IL MEDAGLIERE DELLA MOUNTAIN BIKE ITALIANA ALLE OLIMPIADI

Marco Aurelio Fontana, bronzo nella mountain bike a Londra 2012

Marco Aurelio Fontana sul traguardo di Londra: l’azzurro arrivò dopo aver fatto alcuni km senza sellino

Tre medaglie in sei edizioni olimpiche: un buon bottino per l’Italia della mountain bike, che ha raccolto due ori (firmati Paola Pezzo) e un bronzo alle Olimpiadi. Gli azzurri vantano una buonissima tradizione nella specialità, come dimostrano le numerose medaglie nella staffetta, ma il vertice del medagliere olimpico è riservato alla Francia: i galletti, sfruttando campioni come Absalon, sono diventati presto una potenza sia al maschile che al femminile.