Il mondo del ciclismo si interroga sullo svolgimento della stagione. Il Tour de France valuta lo svolgimento a porte chiuse, mentre l’UCI ipotizza una stagione estesa fino a novembre.

I vincitori delle classifiche del Tour 2019 (fonte Cicloweb)

Tutto fermo. Le ruote non girano più. Al massimo si pedala in casa sui rulli, immaginando e fantasticando sulle corse che in questo periodo si sarebbero dovute disputare. L’emergenza Coronavirus ha stravolto le abitudini dei corridori e, di riflesso, anche il calendario. Ad esempio, niente Giro delle Fiandre, che, in attesa di nuove notizie, non si disputerà dopo 101 edizioni consecutive. Saltano anche le altre classiche del Nord, comprese Parigi-Roubaix e Liegi-Bastogne-Liegi. E il futuro resta alquanto nebuloso.

DUBBI TOUR

Mentre ci si interroga su quale possa essere il destino del Giro d’Italia, trema anche il Tour de France. Attualmente non sono stati comunicati eventuali cambiamenti al programma originale, che prevede l’avvio al 27 giugno e la conclusione al 19 luglio. Nemmeno lo slittamento delle Olimpiadi ha spinto l’organizzatore ASO a rivedere la propria posizione. Negli ultimi giorni ha preso corpo l’ipotesi caldeggiata dal Ministro dello Sport francese Roxana Maracineanu di far disputare la seconda grande corsa a tappe della stagione a porte chiuse. I corridori si sono divisi in due fronti, favorevoli o contrari, di fronte a questa proposta. In casa Bora Hansgrohe c’è una sostanziale apertura per l’idea di gareggiare senza tifosi: Emanuel Buchmann e il manager Ralph Denk preferirebbero non sospendere la corsa. I corridori francesi capitanati da Julian Alaphilippe, invece, si mostrano decisamente contrari. Anche Geraint Thomas, vincitore del Tour de France 2018, si mostra piuttosto scettico, così come Robert Gesink (Jumbo Visma), dubbioso circa la sicurezza in un paese che ha appena iniziato a fronteggiare una simile emergenza. Egan Berlan, invece, non ha dubbi: il Tour dovrebbe essere almeno posticipato.

SLITTAMENTO

Al termine della riunione svoltasi oggi tra tutte le componenti, l’Unione Ciclistica Internazionale ha stabilito il prolungamento di ogni attività agonistica fino al 1 giugno. Una decisione che rinvia la ripresa delle competizioni inizialmente fissata al primo giorno di aprile. L’UCI ha spiegato anche che circa 450 corse hanno chiesto la cancellazione quest’anno, mentre tanti appuntamenti sono stati rinviati a data da destinarsi. Si prospetta così un prolungamento della stagione fino a novembre. Lo suggerisce quanto riportato dal comunicato: “Confermando il principio di poter allungare la stagione maschile e femminile su strada annunciato il 18 marzo, l’UCI non esclude la possibilità di allungare ulteriormente la chiusura della stagione a seconda di quando sarà la data di ritorno alle corse”. Dunque la stagione ciclistica potrebbe subire nuovi importanti scossoni.

Federico Mariani
Nato a Cremona il 31 maggio 1992, laureato in Lettere Moderne, presso l'Università di Pavia. Tra le mie passioni, ci sono sport e scrittura. Seguo in particolare ciclismo e pallavolo.

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