A cinque giorni dalla partenza ufficiale del Giro d’Italia 2019, ecco il primo borsino dei favoriti per la vittoria finale: risalgono le quotazioni di Primož Roglič, riuscirà lo sloveno a insidiare gli altri big?

Giro 2019

GIRO D’ITALIA 2019, -5: IL BORSINO DEI FAVORITI, RISALE ROGLIC

Mancano ormai cinque giorni al via ufficiale di un Giro d’Italia che si preannuncia emozionante, ed è giunto il momento di tracciare un primo borsino dei favoriti. Il Giro 2019 ha perso Alejandro Valverde, ko dopo la caduta nelle classiche di primavera, ed Egan Bernal dopo la frattura della clavicola in allenamento, ma avrà comunque grandi protagonisti. Ci si aspetta molto da Tom Dumoulin, che potrà sfruttare la sua abilità in salita e nelle cronometro, ci si aspetta tantissimo da Simon Yates che ha un conto aperto col Giro d’Italia dopo la ”cotta” dell’anno scorso, e ovviamente i tifosi italiani sognano un nuovo successo di Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto avrà nel Giro il suo obiettivo primario, in quello che dovrebbe essere il suo ultimo anno con la Bahrain-Merida (sarà Trek-Segafredo?), e proverà l’ennesimo colpo di coda di una carriera fantastica, pur essendo teoricamente sfavorito dai km a cronometro. Questi tre sono tra i serissimi candidati al podio, ma c’è un corridore che sta scalando rapidamente posizioni, e per la condizione che ha attualmente potrebbe anche essere il grande favorito per il successo finale. Primož Roglič non ha ancora centrato un podio in un grande Giro solo per una serie di sfortunate coincidenze, ma questo sembra essere l’anno buono per l’ex saltatore con gli sci sloveno, che è ormai alla fine del suo percorso: da grande cronoman con qualche guizzo in salita, Primož è ormai diventato un vero e proprio uomo da corse a tappe, che è fortissimo sia nelle cronometro che sulle salite brevi e lunghe. Quest’anno ha già vinto tre corse di una settimana: UAE Tour, Tirreno-Adriatico e Giro di Romandia. Proprio nella corsa svizzera, ultimo banco di prova prima del Giro, ha dato spettacolo, vincendo tre tappe e risultando il più forte in salita e a cronometro: Primož proverà a chiudere… primo, e darà filo da torcere a Yates, Dumoulin e Vincenzo Nibali.

Tra i possibili outsider, occhio a Landa che è stato scelto da Movistar per sostituire Valverde, e a Miguel Angel Lopez: cercheranno un piazzamento anche Formolo e Jungels, mentre Team Ineos (ex Sky) punterà tutto sui giovani Geoghegan e Sivakov, scintillanti al Tour of the Alps. Andranno a caccia della maglia bianca, mentre andranno a caccia di tappe e fughe da lontano il solito De Gendt, il ”nostrano” Masnada e Diego Ulissi: nelle crono, oltre a Dumoulin e Roglič, occhio a Victor Campenaerts, recordman dell’ora. Tra le ruote veloci, invece, il favorito d’obbligo è Elia Viviani, a maggior ragione vista la prevista assenza del suo grande rivale Sam Bennett: Elia sprinterà da campione italiano, e avrà come grandi sfidanti Caleb Ewan, Fernando Gaviria e Arnaud Demare. Proveranno a sgomitare, tra gli sprinter, anche i nostri Nizzolo, Cimolai e Mareczko.

GIRO D’ITALIA 2019: UN ”BIGINO” DEL PERCORSO

Sabato 11 maggio si parte, e per la prima volta potremo avere uno dei favoriti come maglia rosa. Il Giro scatta infatti da Bologna con la cronoscalata del San Luca, una bella prova generale per gli uomini di classifica, che rischiano di perdere secondi preziosi già nella giornata inaugurale. Il day 2 prevede invece la frazione appenninica verso Fucecchio col passaggio sul San Baronto, teoricamente da fuga, mentre gli sprinter entreranno in scena nella Vinci-Orbetello (omaggio al 500° anno dalla morte di Leonardo da Vinci) e avranno un’altra chance nella 5a tappa a Terracina, seguita a sua volta dall’arrivo a San Giovanni Rotondo per omaggiare Padre Pio. Nella 7a tappa, arrivo a L’Aquila e strappo veramente duro, da finisseur, e due giorni dopo la cronometro da Riccione a San Marino: prima parte agevole e seconda infernale, con l’ascesa verso i castelli sammarinesi e pendenze in doppia cifra che scaveranno un altro solco tra i big. Il 20 maggio si riposa, e poi due tappe per velocisti con arrivi a Modena e Novi Ligure (omaggio a Girardengo), mentre la Cuneo-Pinerolo (omaggio a Coppi) sarà più agevole della storica versione e farà da ”introduzione” alle grandi salite: Ceresole Reale (2223m, pendenze al 15%) è temutissima dai big, che poi si cimenteranno con la frazione di Courmayeur (4mila metri di dislivello) e col ”piccolo Lombardia” che porterà la corsa a Como ripercorrendo il percorso della classica delle foglie morte. Nuovo riposo, e si riparte con la Lovere-Ponte di Legno: 5.700m di dislivello che prevedono la scalata di Presolana, Gavia e Mortirolo prima dell’ascesa finale. 17a tappa ad Anterselva (1626m), ultima volata a Santa Maria di Sala, salita verso San Martino di Castrozza e poi un’ultima tappa infernale, con 80km di salita sui 193km previsti, per 5.200m di dislivello complessivo prima dell’arrivo a Passo Croce d’Aune/Monte Avena. Qui si deciderà la vittoria del Giro, o forse dovremo aspettare i 15.6km della cronometro conclusiva a Verona. Ci attende un grande Giro, e non vediamo l’ora.

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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