Le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010

Le Olimpiadi invernali 2010 iniziano nel peggiore dei modi. Ancora prima della cerimonia di apertura perde la vita Nodar Kumaritashvili, atleta georgiano, che all’ultima prova del singolo maschile di slittino perde il controllo del suo mezzo. Dopo l’incidente le ultime curve del tracciato sono giudicate troppo pericolose e fanno prendere la decisione agli organizzatori di abbassare la linea dello start.

Le Olimpiadi invernali 2010, disputate a Vancouver

L’ITALIA AI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI 2010

Conferme, sorprese e qualche cocente delusione per la spedizione azzurra alle olimpiadi di Vancouver 2010. Armin Zöggeler vince la quinta medaglia consecutiva in 5 edizioni dei giochi  nello slittino singolo, mentre 18 anni dopo il successo di Tomba a Calgary 1988 arriva un altro oro nello sci alpino, quello dell’emiliano Razzoli. Impresa di Alessandro Pittin nella combinata nordica che raggiunge il terzo posto per una storica medaglia azzurra. Nel pattinaggio artistico Carolina Kostner non riesce a riprendersi dalla brutta prestazione di Torino 2006 e finisce addirittura sedicesima. Non si ripete l’impresa di Enrico Fabris, settimo nei 5000 e decimo nei 1500, nel pattinaggio di velocità.

IL CANNIBALE ZOGGELER, 5 MEDAGLIE IN 5 OLIMPIADI

Bronzo a Lillehammer 1994, argento a Nagano 1998, oro a Salt Lake City 2002 e a Torino 2006. A giochi invernali di Vancouver 2010 Armin Zöggeler è alla sua quinta olimpiade e parte tra i favoriti per il titolo, ma i 36 anni dell’atleta azzurro e le modifiche al tracciato dopo l’incidente fatale nelle prove di Kumaritashvili rendono tutto più difficile. A complicare ulteriormente la situazione neve e pioggia il giorno della gara. Sul budello di ghiaccio di Whistler il re dello slittino deve lasciare il titolo di campione, ma compie una vera e propria impresa tenendo a distanza di appena trenta millesimi il suo diretto inseguitore, il russo Albert Demtschenko. Il carabiniere meranese è ancora sul podio e conquista la medaglia di bronzo.

IL BRONZO DI PITTIN NELLA COMBINATA E’ STORIA

La prima medaglia alle olimpiadi invernali di Vancouver 2010 arriva del tutto inaspettata dalla combinata nordica. Alessandro Pittin è il primo a pensare che questa non sia la sua olimpiade, ma una prova generale per quella di Sochi. Tutto cambia dopo il salto dal trampolino piccolo che proietta Pittin in sesta posizione, l’occasione è di quelle irripetibili e nella frazione con gli sci di fondo si lancia all’inseguimento del gruppo di testa. Il 20enne di Cecivente attacca i 10km e riesce a superare lo statunitense Todd Lodwick per il gradino più basso del podio in una emozionante e incredibile volata finale. L’Italia è sul podio e Pittin vince una medaglia storica mai raggiunta prima in questa specialità.

“RAZZO” RAZZOLI È ORO NELLO SLALOM

Le gare di sci subiscono pesanti ritardi per colpa del caldo prima e delle pesanti nevicate poi. L’ultimo giorno, con la spedizione italiana che guarda a uno scarso medagliare di appena 4 podi, si guarda al cancelletto di partenza dello slalom con poche aspettative. Giuliano Razzoli parte con il pettorale numero 13 e dopo la prima manche è primo. Lo slalomista emiliano si trova di colpo con gli occhi del Paese puntati addosso, la pressione da gestire è alta e i 22 anni che separano Razzoli da Tomba si stringono di colpo, difficile infatti non pensare al successo di Calgary 1988 dello sciatore emiliano. Nella seconda manche “Razzo” è perfetto, non risente dei cambi di ritmo della pista, delle neve complicata e di un’Italia che trattiene il fiato. Il croato Ivica Kostelic è a 16 centesimi di distanza e Giuliano Razzoli si può gustare questo spettacolare trionfo. L’Italia è oro nello slalom, la gioia è incontenibile e Razzoli si guadagna anche il merito di essere il portabandiera azzurro alla cerimonia di chiusura.

IL MEDAGLIERE DELLE OLIMPIADI INVERNALI 2010

Il medagliere olimpico dell’Italia alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010 è piuttosto deludente. Dopo gli 11 podi di Torino 2006, con ben 5 ori e 6 bronzi, ci si aspetta molto dagli atleti azzurri, in particolare nello sci alpino e in quello di fondo, ma la realtà è dura da digerire. Le fiammate di Pietro Piller Cottrer, argento nella 15km di fondo e l’oro di Razzoli, sono due casi isolati di una tradizione azzurra abituata forse fin troppo bene e che risente della mancanza di nuove leve. Il bronzo di Arianna Fontana nei 500m dello short track dà una piccola scossa al grigio generale, come il terzo posto di Pittin e il bronzo di Armin Zöggeler nello slittino. Da festeggiare però c’è ben poco.