Il tiro a segno alle Olimpiadi

Il tiro a segno alle Olimpiadi. I grandi successi del tiro a segno italiano ai Giochi Olimpici raccontati dalle storie olimpiche di Azzurri di Gloria. Il ricco medagliere italiano in questa disciplina.

Il tiro alle Olimpiadi

L’ITALIA DEL TIRO A SEGNO ALLE OLIMPIADI

Il tiro alle Olimpiadi si compone di due discipline: il tiro a segno e il tiro a volo. Nel primo bisogna colpire un bersaglio con un’arma da fuoco o ad aria compressa, mentre nel secondo un bersaglio in volo con un’arma da fuoco. Il tiro a segno si compone di sei discipline: la pistola ad aria 10m (introdotta dalle Olimpiadi di Seoul 1988), quella a fuoco libero 25m (presente, per gli uomini, dalla prima Olimpiade moderna, quella di Atene 1896, mentre per le donne fu introdotta nel programma a partire dai Giochi di Los Angeles 1984) e a 50m (presente, esclusivamente per gli uomini, sin da Atene 1896) , la carabina ad aria 10m (introdotta a Los Angeles 1984), la 50m a terra (parte del programma olimpico da Londra 1908) e la tre posizioni 50m (datata Giochi di Helsinki 1952 per gli uomini, Los Angeles 1984 per le donne).

L’Italia, storicamente, è sicuramente una delle nazionali più forti nell’ambito del tiro: ancorché privilegi il tiro al volo, tuttavia, anche nel tiro a segno si è tolta decisamente molte soddisfazioni.

La prima medaglia nel tiro a segno italiano è data Olimpiadi di Los Angeles 1932, quando Renzo Morigi e Domenico Matteucci conquistarono, rispettivamente, la medaglia d’oro e quella di bronzo nella pistola a fuoco libero 25m. Nella medesima disciplina, poi, l’unica altra medaglia conquistata è quella di Roberto Ferraris, bronzo in occasione dei Giochi di Montreal 1976 (ci andò vicino molto vicino anche Alberto Sevieri, classificatosi quarto a Seoul 1988).

Nella pistola ad aria 10m le più grandi soddisfazioni ce le hanno regalate, nel maschile, Luca Tesconi, medaglia d’argento a Londra 2012 e Roberto Di Donna, oro ad Atlanta 1996 (dopo che all’edizione precedente, Barcellona 1992, aveva conquistato la sesta posizione). Nella pistola 50m, invece, l’unica medaglia è arrivata per mano di Roberto Di Donna, medaglia di bronzo; così grazie a Valentina Turisini, argento ad Atene 2004, è arrivata l’unica medaglia femminile nella carabina tre posizioni 50m. La seconda medaglia femminile fu conquistata, a Los Angeles 1984, da Edith Gufler, al debutto della carabina 10m.

NICCOLÒ CAMPRIANI: IL CECCHINO DI LONDRA 2012 E RIO 2016

Uno dei massimi esponenti (di sempre) nel tiro a segno è sicuramente Niccolò Campriani, che può vantare nel

Campriani sorride mostrando la medaglia vinta a Rio 2016

Niccolò Campriani con la medaglia al collo (fonte foto: Famiglia Cristiana)

proprio palmares ben quattro medaglie, arrivate ai Giochi olimpici di Londra 2012 e a quelli di Rio 2016. Dopo il debutto alle Olimpiadi di Pechino 2008, Niccolò si aggiudica l’oro agli Europei di Praga 2009 nella carabina  10m, facendo intravedere tutto il suo potenziale. Dopo due medaglie, un oro nel singolo e un bronzo nella gara a squadre, sempre nella carabina 10m, è pronto, con più esperienza e sicurezza, finalmente, al palcoscenico olimpico. Alle Olimpiadi di Londra 2012 conquista, infatti, una medaglia d’oro nella carabina 50m tre posizioni e un argento nella 10m; mentre ai Giochi di Rio 2016 (dopo aver conquistato un oro e due argenti nella carabina 10m) riuscirà persino a migliorarsi, riuscendo a conquistare una medaglia d’oro in entrambe le categorie – diventando uno degli atleti più decorati di sempre in entrambe le due competizioni: il classe ’87, tuttavia, ha ancora tempo per prendersi il primato assoluto.

IL MEDAGLIERE DEL TIRO A SEGNO ITALIANO ALLE OLIMPIADI

L’Italia del tiro, considerando sia il tiro a volo che quello a bersaglio, è la quarta nazione più medagliata di sempre alle Olimpiadi – meglio solo Stati Uniti, Cina e Unione Sovietica. Gli azzurri del tiro a segno hanno conquistato ben dodici medaglie: cinque ori (di cui tre di Niccolò Campriani), quattro argenti e tre bronzi. E il futuro, con Campriani e compagni, sembra in buone mani.