Jan Tratnik (Bahrain McLaren) conquista la vittoria nella 16a tappa del Giro d’Italia, la numero 2000 nella storia della corsa rosa. Non cambia la classifica generale.

Jan Tratnik (Bahrain McLaren) vince la 16a tappa (fonte profilo Twitter Giro d’Italia)

Cogliere l’attimo è essenziale, nella vita come in una gara. La differenza tra una vittoria e una sconfitta può dipendere proprio dal tempismo di una scelta azzeccata. Jan Tratnik è stato il più lucido in una giornata in cui indovinare il momento giusto per l’assalto risolutivo somigliava quasi a una lotteria. Ha attaccato da lontano senza lasciarsi spaventare dal ritorno prepotente di Ben O’Connor. E lo sloveno della Bahrain McLaren conquista anche la tappa numero 2000 del Giro d’Italia. Una vittoria destinata a entrare nella storia.

CASO COVID

La mattinata della corsa rosa viene funestata da una notizia davvero preoccupante. Fernando Gaviria è risultato positivo al Coronavirus. Un esito sorprendente dato che il colombiano della UAE Emirates era già stato contagiato a marzo in occasione dell’UAE Tour ad Abu Dhabi, trascorrendo quattro settimane in isolamento. Il suo caso riapre il dibattito tra gli esperti circa la possibilità di contrarre più di una volta il Covid-19.

LA GARA

Sono le Prealpi Giulie la cornice straordinaria della sedicesima tappa. Il percorso è un circuito con partenza e arrivo a San Daniele del Friuli. La corsa affronterà tre Gran Premi della Montagna nei primi 150 chilometri. Il più insidioso è la Madonnina del Domm, un’ascesa di seconda categoria lunga 10.8 km con pendenza al 7,1%. Poi seguono due GPM di terza categoria Monte Spig e Monteaperta. A Majano spazio al circuito finale con le asperità del muro del Castello di Susans e il Monte di Ragogna a fare la differenza tra i corridori. Una tappa così mossa e incerta diventa il terreno di caccia di un discreto numero di attaccanti. Si muovono in 28: Francois Bidard, Geoffrey Bouchard, Andrea Vendrame e Larry Warbasse (Ag2r La Mondiale), Alessandro Bisolti e Jefferson Cepeda (Androni Giocattoli Sidermec), Manuele Boaro e Fabio Felline (Astana), Enrico Battaglin e Jan Tratnik (Bahrain McLaren), Alessandro Tonelli e Filippo Zana (Bardiani – CSF – Faizanè), Matteo Fabbro e Pawel Poljanski (Bora Hansgrohe), Kamil Malecki e Joey Rosskopf (CCC), James Whelan e Ruben Guerreiro (EF), Stefano Oldani (Lotto Soudal), Einer Rubio e Sergio Samitier (Movistar), Ben O’Connor (NTT), Salvatore Puccio e Ben Swift (Ineos Grenadiers), Julien Bernard (Trek Sagafredo), Valerio Conti (UAE Emirates), Lorenzo Rota e Giovanni Visconti (Vini Zabú – Brado – KTM). Il gruppo maglia rosa lascia fare e i fuggitivi guadagnano oltre 10 minuti. Ai meno 60 iniziano gli scatti tra gli attaccanti. Si avvantaggiano Tratnik e Boaro, seguiti da Bouchard, Tonelli, Swift e Conti. Sul Monte di Ragogna il corridore della Bahrain McLaren scappa via, mentre al suo inseguimento resistono solamente Swift e il rimontante O’Connor. Quest’ultimo è il più attivo nel finale: stacca il compagno di fuga e riprende Tratnik. I due si giocano il successo, ma lo strappo conclusivo diventa il trampolino di lancio ideale per lo sloveno che firma una vittoria straordinaria. Tra gli uomini di classifica sorride la maglia rosa Joao Almeida (Deceuninck Quick Step) guadagna secondi sugli avversari. Il guanto di sfida è già stato lanciato in vista del tappone di domani.

Federico Mariani
Nato a Cremona il 31 maggio 1992, laureato in Lettere Moderne, presso l'Università di Pavia. Tra le mie passioni, ci sono sport e scrittura. Seguo in particolare ciclismo e pallavolo.

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