La 14a tappa della Vuelta ci regala un arrivo in salita terribile: Les Praeres è una salita brevissima, ma con pendenza elevata, che supera il 17%, e può fare molto male ai big della classifica generale. Ecco il film della frazione odierna. 

VUELTA 2018, 14A TAPPA: SIMON YATES ESULTA A LES PRAERES

La corsa è reduce dalla sostanziale melina dell’Alto de la Camperona, col solo Quintana all’attacco tra i big e la vittoria di Oscar Rodriguez, ma riparte con una tappa ancor più dura: partenza da Cistierna e arrivo a Les Praeres-Nava dopo 171km ricchi di salite. Si parte con Puerto de San Isidro (pendenza media al 3%), per poi proseguire coi più duri Alto de la Colladona (5.3km all’8.1%) e Alto de la Mozqueta (6.5km all’8.7%): l’Alto de la Falla de los Lobos fa riposare leggermente i big coi suoi 5.3km al 6.4%, ma poi ecco il nuovo inferno. Les Praeres ricorda vagamente Los Machucos del 2017, con una salita breve e pendenze secche: 4km al 12.5% di pendenza media, ma con due km al 17% e un finale che ”spiana” andando al 7% e fa scendere la pendenza media. Un bell’esame, visto che si continua a salire e scendere, ma nonostante tutto ci provano comunque dei fuggitivi: Cortina (Bahrain), Bookwalter, Roche (BMC), De Gendt (Lotto-Soudal), Woods (Education First) e Kwiatkowski guadagnano circa 4′, e vengono contenuti inizialmente dalla Movistar e dalla Cofidis della maglia rossa Herrada.

L’azione decisiva in testa al gruppo la fa però la Bahrain-Merida, che manda in testa a tirare Vincenzo Nibali: lo Squalo è in crescita, e lo dimostra facendo una selezione incredibile per il suo capitano Ion Izagirre. Nel gruppo restano 22-25 corridori, tra cui non ci sono De La Cruz e Bennett, destinati a perdere molto, e neppure Jesus Herrada, che com’era prevedibile si stacca nettamente in questa frazione: caduta per Meintjes, che fa spaventare tutti volando nel burrone e risalendo in bici in evidente stato confusionale, mentre davanti si screma la fuga. De Gendt, che ha accorciato fino a 10 punti da Mate nella maglia a pois di miglior scalatore, va ko per problemi meccanici, mentre cade Woods: resta in testa il solo Kwiatkowski, che ai -20 ha ancora 48” di vantaggio sul gruppo tirato da Nibali, con Herrada a circa 3’30”. Vincenzo si sposta ai -8.5 (arriverà a 11’37”), lasciando la testa del gruppo a Pernsteiner e Gorka Izagirre, e Kwiatkowski capitola all’imbocco della salita, dopo aver tentato di resistere e rispondere all’attacco di Rafal Majka. Il polacco viene ripreso, e i migliori possono finalmente giocarsi la tappa e affrontarsi a viso aperto: il primo a muoversi è Kruijswijk, e la sua azione manda ko Carapaz, Gallopin, Brambilla, Uran, Aru, Ion Izagirre (che delusione, aveva fatto tirare la squadra per 60km) e Pinot. L’olandese viene ripreso da Valverde, Quintana, Mas, Lopez e Yates, e Nairo prova l’attacco due volte, venendo ripreso dagli altri: intanto rientrano Pinot e Uran, ma si capisce subito che Simon Yates ha il colpo in canna. Il britannico ha imparato a gestirsi dopo lo schiaffo del Giro d’Italia, e attacca scientificamente all’ultimo km: lo inseguono Lopez, Quintana e Valverde, e ai 200m Superman e Valverde lanciano l’inseguimento al britannico nel tratto sterrato. Nulla da fare per tutti però: Yates vince con 2” su Lopez e Valverde, 5” su Pinot, 7” su Quintana e 11” su Kruijswijk, mentre Mas chiude a 19”’: 27” per Uran e 37” per Ion Izagirre, con Aru a 39”, Gallopin a 47” e Kelderman staccato di 1′. 1’38” di distacco per Gianluca Brambilla, mentre il calvario di Jesus Herrada lo vede chiudere lontanissimo dai primi e a 9’16” da Simon Yates.

VUELTA 2018: SIMON YATES TORNA IN ROSSO

Al termine della tappa Simon Yates non sembra neppure stanchissimo, e ha la gioia di chi sa di essere nuovamente il leader della Vuelta: il folletto di Bury, leader della Mitchelton-Scott, guida la classifica generale con 20” su Valverde e 25” su Quintana. Quarto Miguel Angel Lopez a 47”, mentre Kruijswijk completa la top-5 con 1’23” di ritardo: sesto Uran a 1’28”, precedendo Izagirre (1’40”), Mas (1’47”), Gallopin (1’55”) e Buchmann (2’08”). Ai piedi della top-10 Pinot e Kelderman, staccati rispettivamente di 2’46” e 3’21”, con Fabio Aru 13° a 3’26” dal leader. Nella top-15 anche Gianluca Brambilla, autore sin qui di un’ottima corsa e staccato di 5’32” da Yates: esce dai migliori invece De La Cruz, che oggi ha perso 4’55”.

Domani la corsa affronterà l’ultimo dei tre arrivi in salita consecutivi. Si parte da Ribera de Arriba e si arriva a Lagos de Covadonga dopo 178.2km: la prima salita, l’Alto de San Emiliano, è agevole (6.1km al 4.7%), mentre Mirador del Fito (7.1km al 7.7%) viene ripetuta due volte e ha punte all’11%. L’ascesa finale verso i 1100m di Lagos de Covadonga è durissima: 11.7km al 7.2%, con lunghi tratti oltre il 10% e punte al 20%. Sarà una salita molto discontinua, e questo potrebbe mandare fuori giri molti corridori.

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Marco Corradi
31 anni, un tesserino da pubblicista e una laurea specialistica in Lettere Moderne. Il calcio è la mia malattia, gli altri sport una passione che ho deciso di coltivare diventando uno degli Azzurri di Gloria. Collaboro con AlaNews e l'Interista

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